Passare da dipendente a freelance

Scritto da

Andrea Gullo, Custormer Experience

Indice

Scrivo questo articolo, un’anno dopo aver fatto il grande salto, passando da lavoratore dipendente a freelance.

In questo articolo voglio parlarti di tutto ciò che comporta passare dalla vita da subordinato alla libertà professionale in cui si è auto gestiti, gli aspetti positivi e negativi che differenziano i due diversi mondi lavorativi.

Se vuoi saperne di più in merito all’attività da freelance ho scritto un articolo apposito in cui puoi approfondire le sfaccettature.

La mia esperienza da freelance

Prima di procedere con le differenze voglio raccontarti la mia breve esperienza.

Prima di fare il freelance a tempo pieno sono stato un lavoratore dipendente per circa 3 anni in diverse aziende.

Mi sono occupato di ogni cosa, dalla realizzazione di frigoriferi da bar al confezionamento di riso, fino ad arrivare ad essere dipendente di un’azienda che confeziona zucchero.

Sono stati pochi anni rispetto ad altri ma ho capito fin da subito che non avrei fatto l’operaio per tutta la vita perché ambivo a ben altro.

Inizialmente, durante gli studi, pensando al mio futuro, avrei scommesso per ritrovarmi ad essere titolare di un grande studio di architettura, a progettare immobili futuristici ed all’avanguardia.

Ma non è andata proprio così..

Non ho proprio un grande ufficio perchè l’ho ricavato in una stanza in più che ho in casa (a Bergamo) ma il mio presente è molto più appagante del mio vecchio futuro presunto.

Un altro futuro, ma appaga molto.

I fattori per i quali si diventa freelance

Diverse persone fanno il salto nel mettersi in proprio per un motivo che ritengo il più importante per vivere la vita come la si desidera, cioè seguire le proprie passioni e dedicarsi al proprio lavoro in modo indipendente.

La passione è un elemento da non trascurare quando si sceglie un lavoro, a prescindere da essere dipendente oppure libero professionista.

La passione, in poche parole, è il fuoco che ti brucia dentro.

A non seguire quel desiderio che brucia si rischia di perdere l’armonia del fare e si moltiplica la fatica percepita, sia mentale che fisica.

Soprattutto nell’ultimo anno da dipendente ho avuto come la sensazione di essere nel posto sbagliato e la mia mente mi riconduceva ogni attimo della giornata lavorativa al mio progetto ed alla voglia che avevo di ultimarlo al fine di iniziare a proporsi al mercato come professionista del web. 

Quando diventare freelance?

Ti dico subito che non c’è un momento specifico.

È qualcosa che si sente dentro, quando ti senti pronto, con le competenze necessarie per lanciarsi.

Tutte queste cose sono state le azioni che ho fatto personalmente:

partire dei progetti (che non ho mai detto a nessuno) che hanno fallito, ho fatto pubblicità online e molto altro.. 

Ho fatto tutto questo dopo aver studiato e subito applicato, per sporcarmi le mani.

Ora raccolgo i frutti degli errori che ho fatto e anche degli studi fatti tramite i diversi corsi.

La mia direzione verso la libertà a tempo pieno è partita dall’acquisto di un hosting su Siteground per progettare il mio sito web che ha avuto una serie di restyling 

Non ero ancora un UX designer ma mi occupavo prevalentemente di sviluppo di siti web.

Successivamente, sono passato ad essere presente sui social, specialmente nei gruppi Facebook in cui le persone esprimevano il bisogno di un sito web o di un ecommerce, come, ad esempio, il gruppo Marketers Marketplace, in cui ho iniziato ad acquisire progetti di vario genere.

Alla fine ho instaurato diverse collaborazioni che durano tutt’ora.

Questo è il mondo più “lean” per passare da dipendente a freelance.

Quali sono le vere differenze tra dipendente a freelance?

Dalle prossime parole, potrai comprendere se e come raggiungere la posizione da freelance, tanto desiderata da molti ma raggiunta da pochi, anche per via degli sforzi da compiere.

In questo paragrafo scopriremo i pro e contro di questi due mondi, in base alla mia esperienza personale.

Da dipendente: l’aspetto positivo è di avere un introito fisso che ti lascia la sicurezza nel quotidiano, le persone scelgono sempre la soluzione più facile.

Anche se il costo della vita è aumentata di gran lunga e lo stipendio medio percepito da un lavoratore dipendente non basta più.

Per molti è importante la sicurezza di avere un lavoro retribuito senza pensare ad altro, che solo a lavorare.

Lavorando 8 ore, su 5 giorni alla settimana nello stesso luogo, ufficio o azienda che sia.

Invece, altri preferiscono la libertà della propria gestione del tempo.

Parlo proprio del mondo da freelance, che non si ha un luogo di lavoro da raggiungere e si può gestire progetti e tempistiche in completa libertà.

Il discorso è totalmente diverso, tenendo comunque in considerazione le molteplici difficoltà che un freelance affronta sin dalla fase in cui ci si approccia al mercato per la prima volta.

Non c’è un cartellino da timbrare ma ci sono delle scadenze da rispettare, non c’è un orario di lavoro prestabilito ma c’è la minaccia procrastinazione ed essere in diversi luoghi durante la settimana o mesi.

Ovviamente, parlo nel caso in cui non hai un ufficio o un locale fisso.

Un altro fattore da considerare è la gestione del tempo perchè il timing per chi svolge mansioni in modalità remote working è di importanza quasi vitale al fine di concludere le task per tempo e non rischiare di passare giornate intere davanti al pc, altrimenti, che libertà sarebbe?

Ti consiglio di stabilire dei paletti con orari precisi per essere disponibile con clienti e collaboratori.

Poi se vuoi lavorare ai progetti fuori orari stabiliti, va bene, basta non farti contattare e farti avvisare per lavori negli orari più tardi della giornata.

Te lo dico, perché all’inizio lavoravo un numero di ore al giorno impensabili per soddisfare i bisogno degli altri, senza riposarmi.

Comunque puoi leggere anche: come scegliere il proprio collaboratore 

Non voglio spaventarti, ma voglio metterti in guardia!

Ciò che differenzia di più, essere dipendente ad essere freelance, è la ricerca costante di clienti ogni mese e gestirli direttamente con video-call o chiamate al telefono.

Ti può sembrerà complicato, ma ti assicuro che ci prenderai la mano.

Pensa che sto scrivendo questo articolo, senza guardare l’orario e non ho ancora pranzato.

Questo è l’esempio che dimostra che fare qualcosa che ti appassiona, come scrivere la mia esperienza per aiutare gli altri, come te che stai leggendo.

Conclusione

Siamo arrivati alla fine! Con questo articolo spero di averti chiarito le idee in merito alle due modalità di lavoro, da dipendente o da freelance.

Ovviamente non è mia intenzione fare opera di convincimento o rivoluzionare i tuoi pensieri ma considera che, il 70% del nostro tempo, lo trascorriamo lavorando, quindi lavorare per qualcosa in cui si ripongono emozioni oltre che mero guadagno di denaro può essere una marcia in più per godere delle proprie giornate.

Prima di concludere ti lascio il link di un video davvero bello di Iacopo, un copywriter italiano molto bravo, in cui parla del lato scuro del nomadismo digitale di questo periodo.

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Al prossimo articolo!

Continua la tua crescita!